San Biagio

Riqualificazione sede direzionale di AGSM AIM a Vicenza

Fumane - Industria38

La “Casa” o il “Palazzo”

Nell’aprile del 1524 Andrea di Pietro della Gondola risulta iscritto alla fraglia dei lapicidi nella bottega di San Biagio Pedemuro, posta tra Contrada Pedemuro San Biagio e il Bacchiglione, luogo decisivo nella formazione di quella Vicenza che attraverso Palladio avrebbe proiettato la propria immagine nel mondo. Il progetto assume questa densità storica come principio urbano. L’area, oggi sospesa tra abbandono, edifici incongrui e parcheggi, viene interpretata come occasione per ristabilire il rapporto tra città e fiume, facendo dello spazio pubblico il primo dispositivo della trasformazione. L’edificio si ritrae dalla strada liberando una piccola piazza e, sollevandosi da terra, diviene porta e portego verso un grande piano pubblico affacciato sul Bacchiglione, giardino civico e luogo di relazione. Il basamento raccoglie i volumi accessori e costruisce un affaccio inedito sulla riva, connesso all’intorno attraverso rampe. Il nuovo edificio si misura con la tradizione veneta della casa più che del palazzo: organismo civile, aperto alla città, capace di assumere autorevolezza senza perdere il carattere comunitario. Le proporzioni derivano dal vicino Barbaran da Porto e dalla misura del Piede Vicentino, mentre la facciata riprende il ritmo delle finestre oblunghe della tradizione veneta. La ripetizione delle aperture costruisce un chiaroscuro vibrante, mentre il colore richiama i laterizi delle mura medievali e di San Lorenzo. Alla tecnica, prima che alla tecnologia, è affidata l’efficienza dell’edificio: massa muraria, ombreggiamento, calcestruzzo e profondità della facciata collaborano alla riduzione dei consumi e alla durabilità. Verso il Bacchiglione la stessa facciata si scompone, ampliando le vedute e assumendo una condizione di progettata incompiutezza. Il progetto tenta così di restituire a Pedemuro San Biagio un’architettura capace di attraversare il tempo, migliorare il contesto e tornare a essere, per la città, non un problema ma una soluzione.

Architettura
Michelangelo Pivetta
Marcello Verdolin
Con Stefano Campanini

Progetto
2024

Disegni

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Schemi

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