Da una necessità tecnica, l'adeguamento sismico dell'edificio di Lungadige Galtarossa, nasce l'occasione di ripensare la presenza architettonica dell'intero complesso nel paesaggio urbano dell'Adige. Tra le strategie del progetto sull'esistente (superfetazione, estensione, avvolgimento) la scelta ricade sull'ultima: un esoscheletro strutturale che, come nel Tempio Malatestiano dell'Alberti, avvolge il costruito senza demolirlo, lasciando manifesta la sovrapposizione tra precedente e successivo. Le profonde logge disegnano un fronte orizzontale e vibrante di chiaroscuri, affidando alla massa muraria il compito dell'efficienza termica e restituendo all'edificio l'autorevolezza di un caposaldo lungo il fiume, idealmente in dialogo con Castelvecchio.

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